Chiesa viva

PRETI, FATE I PRETI, E NON GLI OPERATORI SOCIALI!
Il “Libro biblico della Sapienza” ci dice che i figli delle tenebre sono più abili, nelle loro faccende, dei figli della luce. Anche oggi è vero.
Quella gente dell’ombra infernale ha infestato, infatti, anche i nostri Paesi cristiani, le nostre istituzioni più sante, la nostra Chiesa che amiamo, reliquiario di bellezza unica al mondo; il cui inventario di tesori ci mettono in ginocchio perché ci ricolmano l’anima di tenerezza e di amore.
Ora, quei figli delle tenebre eterne sono entrati in massa nelle nostre linee, perseguendo i loro loschi scopi con una ostinazione diabolica su una Chiesa in tempesta, ammalata, accerchiando sempre più la sua vittima su cui svolazzano come sciami di mosche: quelle rosse del comunismo, quelle dai riflessi metallici della massoneria, quelle nere dei preti progressisti, quelle verdi dell’ebraismo e suoi affiliati...
Così, l’“inimicus homo” ha preso l’aspersorio dorato con la falce e martello intrecciato come il caduceo di Mercurio, e si è messo alla testa della nuova processione storica, intonando le litanie del “senso della storia”, del “segno dei tempi” assieme al canto para-liturgico della coesistenza pacifica.
E il buon popolo cristiano, gerarchicamente tradito, vede, ormai, una strana folla di liberali-massoni, di operai-marxisti, di sbracato teologi, di scrittori d’avanguardia sinistrorsa, tutti marcianti verso un nuovo cielo su cui vogliono vedere spuntare il nuovo “sole dell’avvenire”!
All’orizzonte, intanto, si allineano paesaggi di economia pianificata marxista, in un mondo senza Dio e in una falsa libertà di un socialismo di Stato.
È una nuova creazione di barbarie che trascina sempre nuovi minchioni, in marcia verso il “paradiso perduto”, mentre la Chiesa conciliare non pensa più a combattere, anzi! Oggi è occupata ad accordarsi con l’occupante!
Così, gli avversari di Cristo vedono la Chiesa d’oggi come una qualunque altra istituzione umana, come una specie di società per azioni, ricca, potente, ma che serve solo per addormentare i fedeli con l’“oppio del popolo”!
Perciò, non si convertiranno al certo, accarezzandoli con la chimerica ost-politik unendosi persino nelle loro manifestazioni e azioni sociali.
L’aver lasciato, o quasi, il soprannaturale per darsi all’azione, è un errore che si pagherà in un prossimo domani, tragicamente!
Certo, oggi, viviamo una realtà storica da cui non possiamo esserne fuori, ma il non respingere né condannare i molti errori anti-religiosi, come lo si è fatto, e lo si continua a fare - sia pur velatamente! - il comunismo, benché Pio XI l’abbia definito “intrinsecamente perverso”, ha portato a confondere ideologie false con quella cattolica, e a non sapere più distinguere l’errore dall’errante che ci ha ingannato!
Sono, quindi, di ben poca spiritualità quei preti che ti dicono: «Se non ci occupiamo di loro (i fuori ovile della Chiesa!), non li faremo più cristiani», dimenticando che quello che Gesù ha detto: «I poveri li avrete sempre con voi!», come a dire che il nostro dovere è soprattutto quello di servire Dio con la predicazione e la preghiera; e dimentichi di quello che disse San Paolo di amare, sì, tutti, anche i nemici della Fede, ma, in primis, amare di più e lavorare quelli che servono e vivono la fede: «maxime autem domesticos fidei».
Son poveri preti, perciò, quelli che credono di più al lavoro manuale, trascurando la loro “missione spirituale” di parlare di Dio a tutti i ceti di persone, impiegati, operai, contadini, lavoratori d’ogni tipo.
Riflettete, o sacerdoti, a Cristo che esigeva dai suoi Apostoli l’abbandono del loro lavoro materiale: «relictis retibus secuti sunt Eum», per il Suo lavoro apostolico di curare i rapporti tra gli uomini e Dio senza Sindacati né Partiti, ma solo di anime: «Pasci i miei agnelli! Pasci le mie pecorelle!. Siate i Pastori, cioè del gregge».
La missione del prete, quindi, è stata definita due mila anni fa!
Riflettete, o Sacerdoti, a questa vostra “missione”!
È questa, e solo questa che dovete esercitare nel nome del Signore. Davanti a Voi c’è tutta una massa scristianizzata, c’è un mondo operaio svuotato di anima, gettato in braccia al marxismo, come alle belve! E voi lo dovete riportare a Cristo, non predicando contro qualcuno, come molti di voi ormai fanno! Mi basta citare questa frase scritta dallo sbandato P.V. Joannes, in cui si dice che il carisma passa attraverso nomi di guerriglieri, di preti sospesi a divinis, di studenti caricati dalla polizia, di operai che assaltano e occupano le fabbriche!..
Atteggiamenti rivoluzionari questi che furono già bollati da Pio XII, scrivendo: «Non la rivoluzione, ma una evoluzione armoniosa apporterà la salvezza e la giustizia». Invece, molto clero del Vaticano II ha creduto di più alle immondezze sonore della radio e della TV che alle parole eterne del Vangelo. Ma non potrà durare così!
La Gerarchia deve essersi già accorta dell’enorme scacco matto del loro apostolato (?!) post-conciliare, fatto di vuoto, di superficialità, di mancanza, quasi assoluta, di soprannaturale, in un mondo che ha esiliato Dio, così che il Suo Amore sembra non irrigare più la Sua Chiesa.
Si è parlato di “stile nuovo”, di “tono nuovo”, quasi che il clero ultimo abbia bisogno di “novità”, di “sistematica”, di “forme materiali” per portare i giovani all’altare.
Possibile che la Gerarchia e il clero medesimo non si siano accorti che i nostri nemici non hanno ceduto di un palmo dinanzi al loro continuo ingenuo cedimento?.. Certo, la Chiesa è sempre “santa”, ma molto di questo suo “nuovo clero” che ha lasciato anche ogni distintivo esterno, segno del suo sacerdozio interiore, non è certo più il clero della Chiesa di Cristo.
Ma perché ha nascosto sotto il camiciotto, sotto un maglione, sotto una canadienne, per non mostrarsi più come “preti”?.. Eppure, in questo nostro mondo che va sempre più scristianizzandosi, punta i riflettori della sua pubblicità sempre più su di noi per dire: «questo è un prete!», questo è un luogotenente di Cristo che getta su di noi tutti un’ombra che ha la forma di croce. Ma è solo così che si salvano le anime! Perché lo spirito conta ben più dell’azione.
Il sacerdote non è sopra un palcoscenico e neppure su un sagrato di cattedrale. I suoi atti esteriori non sono nulla se non son fatti con Cristo, se non agisce da crocifisso. Poco importa ciò che può dire la gente. Per lui, l’essenziale sarà sempre e solo nell’essere sacerdote, nell’aiutare, cioè, il Signore a portare la Croce, offrire il santo Sacrificio dell’altare e il predicare, sine glossa, il Vangelo!
Il sacerdote, quindi, non può lavorare con il comunismo per dire “no” allo sfruttamento dell’uomo, rinnegando Dio e la Sua Legge. Inutile dire che non si vuol guardare ai delitti sovietici, ma solo lavorare per una speranza, perché questo agire costituisce la cosa più irrazionale anche dal punto di vista filosofico-teologico.
Difatti, il comunismo, negando l’anima, e quindi l’essenza del futuro, non ha un avvenire. Tagliar via da Dio le masse popolari, dando loro lo specchietto del “sole dell’avvenire”, è donare delle illusioni che sfociano sempre, poi, nelle rivoluzioni, che danno del proletariato uno schiacciato dalla vita.
Inoltre, il sacerdote deve sapere che ogni idealismo anti-cristiano distrugge la spiritualità cristiana, facendo d’ogni anima terra bruciata. Con la sua falsa fede nel progresso, il loro materialismo non può essere che la scimmia del cristiano, come il loro ispiratore, Satana, è la scimmia di Dio, che fa del mondo un Sahara, senza anima e senza amore, usando la tattica dei metodi dialettici che ubriacano laici e preti, facendo sognare la manna preziosa, le pepite d’oro, il midollo dell’osso, il frutto della ganga, movendo tutto il pattume alla ricerca della perla preziosa, ma in un terreno tutto deserto.
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Sulla scena del mondo, ormai, sono rimasti sue soli protagonisti: l’ateo e il cristiano; ma sono inconciliabili. La loro lotta è sui campi della diplomazia, delle conferenze internazionali, negli incontri tra Capi di Stato, ma, specialmente, nelle coscienze. Il loro è il contrasto tra due opposte concezioni dell’uomo: l’uomo padrone di sè, perché libero figlio di Dio, e l’uomo, schiavo dello Stato, perché seguace di Satana.
E allora, che ci stanno a fare i preti progressisti, che si appellano al Vangelo, alle origini, e citano di continuo il Vaticano II come alla riscossa e straparlano anche di Dio a diritto e alla rovescia?..
Ed è qui la matrice di tante inutili “riforme”, dimentichi del bell’adagio di Talleyrand: «Piano, piano; ho fretta!», perché è la giusta lentezza che conserva il progresso.
Anche per i Sacerdoti di Cristo ci vuole, prima, l’umile esperienza, la pazienza evangelica, la lentezza degli sforzi, senza fretta.
Ricordiamoci che quello che i fedeli vogliono sentire è la voce di Cristo, non la nostra. Gli uomini non sono mai stati delusi dal vero Cristianesimo, mentre, invece, sono sempre stati delusi da quei sacerdoti che non sono stati, contemporaneamente, testimonimessaggeri di Cristo; cioè, quando la loro vita non è esemplata nella fiamma della carità, e in una predicazione aperta, coraggiosa, leale del Vangelo.
Il sacerdote deve predicare, insegnare, eseguire il “docete” di Cristo ai suoi Apostoli e discepoli, e non “dialogare”, un fatto umano che serve solo per unire la vita della società.
La Fede non va dialogata, perché solo “qui crederit salvatus erit”, mentre “qui non crederit, damnabitur”. La “nuova teologia”, invece, fondata sul “dialogo”, fa sfollare le chiese e perdere la Fede.
Si deve tornare all’“irascimini et nolite peccare” per gettare tutti questi malnati teologi e scritturisti d’oggi nelle bidonvilles, come insetti maleodoranti. E a questo ci penserà la Storia, a spazzarli, quando il Cristo tornerà alla Sua Chiesa, perché Cristo è un instancabile pescatore d’anime, è un visitatore instancabile che bussa alla porta del cuore d’ogni uomo.
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Coraggio, allora! Non siete soli, Sacerdoti di Gesù!
Davanti alla macchina dell’ateismo e di tutte le luciferine ideologie, c’è ancora Cristo!
La sua ora verrà! Quelli che Lo seguiranno, assisteranno all’affondamento di ogni marciume umano, dottrinale e pratico. Il Signore farà rifiorire il deserto nell’ora e nel giorno che solo LUI ha fissato!