CHIESA VIVA
   

 

 

 
 

 

 

 

L’ECUMENISMO ATTUALE

È ormai chiaro che si tratta di prostestantizzare tutta la Chiesa, per poi arrivare a dissolverla nella “Super-Chiesa Universale”! Di “prove” ce ne sono a bizzeffe.1

Alcuni esempi:

– nella redazione della “Nuova Liturgia”, Paolo VI volle la collaborazione di cinque protestanti: due anglicani (un inglese e un americano); un membro della Federazione Mondiale Luterana; un membro del “Consiglio Mondiale” delle chiese - di origne massonica!) e un luterano di Taizé. Ne è la prova anche la fotografia in cui si vede Paolo VI in mezzo a loro.2 Era il coronamento di un lungo lavoro in preparazione di quello che Paolo VI voleva avvenisse!

– Ricordiamo,poi, il permesso al clero cattolico di vestire in clergyman protestante, proprio per compiere la separazione tra il prete e il laico. Il sacerdote, così, non era più alla guida dei fedeli, ma semplicemente uno di loro.

– Si rifletta anche alla soppressione dell’altare per mettervi, al suo posto, una tavola, un cambiamento che era già stato imposto nel 1548 dall’arcivescovo Thomas Crammer, in Inghilterra, quando decise di separarsi da Roma.

L’Altare del Santo Sacrificio, così, divenne la tavola della “Cena”; una inversione che portò il prete di fronte al popolo e la schiena a Dio!

– Seguì la soppressione del latino, facendo perdere alla Chiesa cattolica, di rito latino, la sua unità3.

Oggi, invece, si fa il lavaggio dei cervelli, che uccide l’anima; il che è ben più grave!

Come si è certo compreso, con qeste tre svolte, si è potuto attaccare la Fede cattolica nei suoi dogmi, nelle sue Verità rivelate, sopratutto la santa Messa, il cui nuovo contenuto, come scrissero i cardinali Ottaviani e Bacci, in un lettera che scrissero a Paolo VI “si allontanava, in modo impressionante, sia nell’assieme che nei dettagli, dalla teologia cattolica della Santa Messa”.4

Lo ammisero gli stessi protestanti. La “Croix” del 10 dicembre 1969 scriveva: «Le nuove preghiere eucaristiche dei cattolici han lasciato cadere la falsa prospettiva di un sacrificio offerto a Dio». E Max Thurian, di Taizé, ha dichiarato che adesso si poteva celebrare la “nuova messa” cattolica, mentre gli era stato impossibile di celebrarla quale era prima».

Persino l’Osservatore Romano del 13 ottobre 1969 ha coronato il fatto scrivendo: «La riforma liturgica ha fatto un passo notevole in avanti, avvicinandosi alle forme liturgiche della Chiesa luterana».

Secondo la formula “lex orandi, lex credendi”, si dovrebbe oggi dire: «cambiando la Messa, è cambiata la Fede»!

Il “nuovo ecumenismo” racchiude questo che ci fa ricordare la profezia dell’eretico Lutero: «Quando la Messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con esso il papismo. (...). Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adulteri sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa dei papi!».

È per questo che il cardinale Willebrands, il 14 luglio 1967, 450° anniversario della Riforma, ebbe a riconoscere ufficialmente i meriti di Lutero, fino a dire: «Verrà l’ora in cui Noi potremo celebrare insieme il “pasto” (la “Cena”) di Gesù Cristo...».

Credete voi che questo cardinale apostata sia stato richiamato all’ordine da Roma?.. Tutt’altro! Fu anzi nominato e mantenuto da Paolo VI alla presidenza dell’unità dei cristiani!..

Questo gesto di Paolo VI fu uno dei primi risultati dell’ecumenismo attuale!..

ECUMENISMO MASSONICO

Su “Humanisme” del “Centro di Documentazione del Grand-Oriente” di Francia, del novembre-dicembre 1969, p. 72, si leggeva: «... Non è più il ponte che attende il Papa, ma è la prolificazione delle chiese locali che si organizzano democraticamente, rifiutando le barriere tra chierici e laici, creando loro i propri dogmi, vivendo in una completa indipendenza a riguardo di Roma».

È evidente, qui, il disegno di rompere a mezzo la Chiesa per farne una religione sintetica, ossia l’O.R.U., o la “Organizzazione delle Religioni Unite”.

Lo esplicitava già un altro scritto su “symbolisme” del maggio 1962: «Non lasciamo dire, o miei fratelli, che la framassoneria è l’Anti-Chiesa... fondamentalmente, la framassoneria vuole una Super-Chiesa che le riunisca tutte».

È un parlare chiaro questo volere la parità tra le religioni, compresa quella cattolica. Paolo VI, il 28 giugno 1970, fece questa dichiarazione:

«... Frattanto che i contatti si fanno più frequenti con i rappresentanti delle religioni non cristiane, e specialmente con i giudei, i musulmani e i buddisti, un dialogo difficile, complesso e delicato si annoda anche con i diversi rappresentanti dell’Humanismo».

Ma cos’è questo “Humanismo”?.. È nient’altro che una maschera in cui si camuffa, tra le altre, anche la Massoneria.

Forse che Paolo VI sognava anche Lui di inaugurare “il Tempio della Comprensione”, già esistente a Ne, in USA, in cui la Chiesa di Nostro Signore finirebbe col dissolversi, e quindi, sparire?..

Comunque, questo è il sogno, lo scopo dell’Ecumenismo Umanitario”!

In “Carefour” del 17 marzo 1971, si leggeva: «La riunione ecumenica di Montgeron, con l’accordo dell’Arcivescovo di Parigi, ha avuto come simbolo la croce, la mezzaluna, una iscrizione ebraica e i simboli del fucile e del martello. Anche nel Congresso tenuto a Ginevra nel maggio 1970, nella cornice della “Organizzazione delle Religioni Unite”, i rappresentanti di tutte le credenze furono radunati nella cattedrale San Pietro a pregare assieme, e per incoraggiarli si disse che “i credenti di tutte le religioni sono invitati a coesistere nel culto del medesimo Dio...”».

È incredibile che si sia arrivati fino a voler negare la SS. Trinità e a disconoscere la seconda Persona della SS. Trinità che s’è incarnata per apportarci la Rivelazione e, per Essa, salvarci!..

Riflettendo, per mettere sullo stesso piano Mosè, Maometto e il Cristo, bisognerebbe dire che Nostro Signore ci ha mentito quando ci ha detto: «Nessuno viene al Padre se non attraverso Me”5; e ancora: «Chiunque nega il Figlio non ha il Padre»6.

Per conseguenza, per realizzare l’ecumenismo sopra-confessionale bisognerebbe sopprimere i dogmi di tutte le religioni. È per questo, allora, che Paolo VI ha permesso il Congresso di Bruxelles del settembre 1970 dove si adoperarono a demolire i dogmi della Chiesa? Fu un Congresso presieduto dal cardinale Suenens e animato dall’eretico domenicano Schillebeekx, che sostenne che “la teologia doveva essere ridotta a un umanesimo sociale”. Da qui, quel diabolico raggiro, detto “uno stato di ricerca”, che valeva servire di pretesto ai teologi progressisti di attaccare, per demolire i dogmi, senza i quali era poi facile integrare lo scibile teologico in un umanesimo umanitario e sopra-confessionale, creando, così, la voluta CHIESA UNIVERSALE!

E allora si potrà elaborare un “credo ecumenico”, il quale diventerà lo strumento nelle mani di un “Governo mondiale”!

Ecumenismo luciferiano, quindi!.. Ma il nostro combattimento, alla luce della Divina Provvidenza, farà sempre da scudo e da arma contro questo satanico tradimento della vera Fede in Cristo e nel suo Vangelo!

Ma guai a tutti coloro che lavorano per la demolizione della sua Chiesa, insegnando che la verità la si trova dovunque, per cui non si deve più scomunicare nessuno. Paolo VI applicò subito questa regola del “Nuovo Diritto Canonico”, che ha tolto le scomuniche persino alla framassoneria, agli apostati, agli eretici, agli scismatici, sognando persino di dare l’amnistia anche agli scomunicati del passato, come Lutero, Calvino, Huss, ecc...

Domandiamo a Dio di infondere sempre più coraggio al Santo Padre perché metta fine e combatta il dragone infernale, Satana, e così mettere fine a questa tenebrosa epoca della Chiesa!

Non basta tener discorsi che pochi sentono e nessuno conosce. Bisogna anche condannare esplicitamente, personalmente, coloro che hanno provocato questa frana di anarchia nella Chiesa, compresi i Capi.

Riporto, qui, un brano del gran teologo abbé Raymond Dulac, in cui denuncia l’azione principale del pontificato di Paolo VI:

«La demolizione del Sant’Ufficio, guardiano dell’ortodossia; l’abrogazione del Giuramento anti-modernista; la scandalosa passività di fronte allo scisma olandese; l’autorizzazione di una edizione italiana del Catechismo degli eretici olandesi; la visita all’Assemblea del Consiglio ecumenico delle chiese; lo sfacelo del tesoro liturgico; la luteranizzazione della Messa; gli omaggi pubblici resi a Lutero; la demolizione della vita religiosa e clericale; la nomina costante di vescovi liberali o progressisti alle sedie rese vacanti in tutto il mondo cattolico.... tutto quell’assieme di “atti” di cui uno solo basterebbe per disonorare un Pontificato..».

Non è certo azzardato dire, adesso, che tutto quello che fece Paolo VI ci faccia pensare a un “PIANO” redisposto e meticolosamente applicato con fredda perseveranza. Lo dimostra anche il “Motu proprio” con cui escludeva dai successivi Conclave i cardinali tradizionalisti ottantenni, ma che l’età, però, non era che un pretesto per dare spazio solo ai cardinali progressisti, atti a scegliere un Papa che potrebbe rovinare l’Autorità sovrana e monarchica della Chiesa, così da continuare l’opera nefasta di Paolo VI: la completa democratizzazione, la rovina dei dogmi e, infine, la sua introduzione nella Super-Chiesa massonica-luciferiana!

Purtroppo, per tutto il suo pontificato e per quello di Giovanni Paolo II, la Gerarchia progressista ha gettato sul pontificato di questi due pontefici come un manto, quello di Noè, quasi a coprirne le loro malefatte e, soprattutto, le loro negligenze.

Paolo VI seppe far credere, con gemiti letterari, che anche Lui subisse l’auto-demolizione della Chiesa, mentre, invece, tesseva la rottura con la Chiesa, prima del Vaticano II; rottura dai Conciclii precedenti, con le encicliche dei Papi ante Giovanni XXIII, quali quelle di Pio IX e il suo Sillabo; e quelle di Leone XIII; rotture ache con gli anatemi di S. Pio X e gli insegnamenti di Pio XII.

Questo mi richiama alla memoria alcune frasi della Terza parte del segreto di Fatima: «.. anche ai posti più elevati (della Chiesa), sarà Satana che governerà e deciderà sul da farsi» ... «Satana si porrà nel mezzo dei loro ranghi...», «La Chiesa sarà oscurata e il mondo cadrà nel disordine completo».

È un castigo di Dio, quindi, quello che stiamo subendo. Dio, cioè, lascia che si sviluppino le gravi conseguenze dei nostri peccati, fin che avremo aperto gli occhi ai satanici frutti della Massoneria con la sua satanica ideologia che è penetrata nella Chiesa, soprattutto durante i due ultimi Pontificati.

Ma ogni volta che i Papi hanno vacillato, furono i semplici fedeli che l’hanno salvata; come quella semplice Suora che domandò a Gregorio XI: «Io La scongiuro, mio dolce Padre, di servirvi dei mezzi della vostra potenza...»; come l’avevano fatto, prima, un San Girolamo per Damaso I; un San Bernardo per Eugenio III; un San Filippo Neri per Clemente VIII; come, più tardi, fecero un San Martino, un Sant’Ilario, un San Tommaso Moro, un San Bernardino da Siena, ecc... e come Dio fece, ancora più tardi, umiliando la Gerarchia, indirizzandosi a dei bambini, come a La Salette, a Lourdes, a Fatima...

Se il Corpo visibile della Chiesa è morto, la sua anima vive ancora nella moltitudine delle anime umili e in grazia di Dio.

È dunque tempo di svegliarci per combattere per la nostra Chiesa. Allora sentiremo squillare le trombe angeliche sotto la volta dei Cieli, perché celebreremo il TE DEUM della risurrezione della Vostra Chiesa, o Signore!

1 Per stare nel facile, si leggano i “plaquettes” di Paul Scortesco: “Les naufrageurs de l’Eglise”, “Les masques tombent”, la “Messe Sacrifice ou Sacrilége?”; sono tutti supplemento della Rivista “Lumière”, M. Duchocheis, Boite Postale 508 H.V., 62 - Boulogne-sur-Ler.

2 Cfr. “Documentation Catholique” del 3 maggio 1970.

3 Gli inglesi si erano ribellati a questa soppressione che imponeva la lingua inglese durante la Messa. Crammer, allora, ricorse alla forza armata, come aveva fatto Lutero in Germania. Si ebbero, allora, più di 4 mila uccisi con armi da fuoco, altri calpestati dai cavalli, altri impiccati!

4 Cfr. “Breve Esame critico”, uno studio fatto da un gruppo di validi teologi e presentato a Paolo VI dai cardinali Ottaviani e Bacci.

5 Cfr. S. Giov. VIII, 6-9.

6 Cfr. S. Giov. 1a Epistola, 2-23.

 
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